Introduzione alla tecnologia iBeacon

Con grande orgoglio e con l’emozione di sempre, anche quest’anno sono stato invitato a parlare al Codemotion che si è svolto all’Università Roma3. Ho parlato della tecnologia iBeacon e della localizzazione indoor e a corto raggio.

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Il tema ha attirato un pubblico numeroso e spero sia stato di interesse per tutti i partecipanti.

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Iniziato timidamente molti anni fa, il Codemotion si conferma l’evento italiano più importante per sviluppatori, hacker, maker, innovatori, aziende e appassionati. Averlo trasformato da evento gratuito ad evento a pagamento non ha ridotto l’affollamento ma solo sfrondato i partecipanti casuali e annoiati, che portano casino e si addormentano durante i talk.

È un evento notevole, bellissimo, che credo abbia ancora ampissimi spazi di miglioramento: questo è assolutamente positivo, perché significa che gli anni avvenire porteranno novità e nuovi stimoli. Qualche nota: sarebbe molto utile che TUTTI i talk venissero registrati, per creare un mega archivio di tutto quanto prodotto dagli speaker; dovrebbe essere possibile (in qualche modo) segnalare la necessità di replicare un talk (magari perché due molto interessanti sono in sovrapposizione); i talk dovrebbero durare un po’ di più (40 minuti sono pochi).

Per me è stata anche una occasione per rivedere tanti amici che non vedevo da tempo (uno per tutti: Edoardo Schepis, che forse non vedevo da 10 anni! Ma anche Ugo, Giorgio, Guido, Daniela…): è stato molto bello constatare che, malgrado i capelli bianchi, qualche chilo in più, le chiacchierate più a parlare dei bambini che dei viaggi, siamo sempre gli stessi, sempre “hungry & foolish” anche prima dell’esortazione di Steve Jobs.

Ancora, durante il Codemotion si è creata una incredibile coincidenza: io e il mio Amico storico Massimo Farina (che si occupa di Diritto dell’Informatica) ci siamo trovati nella stessa aula, uno di seguito all’altro, a presentare un seminario. Insomma, dopo anni passati sui banchi di scuola e anni di avventure, la vita continua a farci incontrare e lavorare assieme.

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Infine, vorrei ancora una volta ringraziare Mara Marzocchi (e Marco Casario, e Chiara, e Massimo, e Viviana, e Gosia, e…. tutti) perché ha avuto l’intuizione del Codemotion e la tenacia per realizzarla.

Sviluppare applicazioni per Android in 7 giorni

Una delle domande che mi viene posta più di frequente è quale sia il modo migliore di approcciare lo sviluppo su Android.

Solitamente la risposta è semplice: “prendi i tutorial ufficiali e uno smartphone con cui giocare, lascia perdere le bibbie e gli emulatori”. Ritengo, infatti, che i tutorial ufficiali siano ben fatti e che toccare con mano il risultato del proprio lavoro sia gratificante e sfidante allo stesso tempo.

Mi rendo conto, però, che oggi Android è davvero tropo grande per partire da là (nel 2008, quando ho iniziato a giocarci, era decisamente molto più piccolo… seppur enorme rispetto a JME!). Anche i tutorial cominciano ad essere tanti e spesso diventa difficile orientarsi. Fermo restando il consiglio sull’uso di uno smartphone fisico, credo che un ottimo aiuto per avvicinarsi alla programmazione Android sia il libro recentemente pubblicato da Matteo Bonifazi per l’editore LSWR. “Sviluppare applicazioni per Android in 7 giorni” è un libro onesto: in poco meno di 200 pagine e senza la pretesa di candidarsi a onniscenza di Android, questo volume insegna le basi per tradurre le idee in app funzionanti e pubblicabili. Un passo per volta, un tema al giorno, appunto, per una settimana, dal setup dell’ambiente di sviluppo alla pubblicazione sul Play Store. Compresi tracciamenti e pubblicità. Senza paroloni, senza trucchi (tipo traduzioni 1:1 di altri testi, ndr). Un libro onesto, appunto, scritto da chi il codice lo scrive tutti i giorni. Il titolo non deve tranne in inganno: non è una guida imprecisa o all’acqua di rose, ma è evidente che l’autore ha faticato non poco per essere conciso (e già Pascal dice che essere brevi è molto più faticoso che essere prolissi: “Questa lettera è più lunga delle altre perché non ho avuto agio di farla più breve.”). Ovviamente il lettore deve conoscere i concetti base della programmazione in linguaggio Java e deve possedere i fondamenti della programmazione ad oggetti.

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C’è tutto? No, assolutamente no. C’è quello che occorre per iniziare? Sì, assolutamente sì. Matteo ha sapientemente tolto dettagli inutili, lasciando quelli che servono a comprendere con rigore i meccanismi base del sistema. Insomma, il libro vale quel che costa e il tempo che si passa a leggerlo. Per molti aspetti, ha un approccio da maker, con la coscienza che puntare ad oltre un miliardo di device richiede comunque metodo.

Il libro è disponibile in formato cartaceo e ebook su Amazon e altri bookstore.

C’è anche un sito ufficiale a supporto: https://androidinsettegiorni.wordpress.com/

Contropelo

Parcheggio a spina, tutti ben ordinati. Tranne la BMW, che va leggermente contropelo, occupando due posti. Bastava un po’ di educazione e rispetto delle regole.

contropelo

Poesia: sguardi

Sei arrivata all’improvviso nella mia vita,
come un soffio di vento accanto a me.

Ti ho guardata nello specchio, ma hai abbassato lo sguardo
Ti ho cercata dietro ad un vetro, ma non volevi vedermi

Per te ero uno dei tanti, uno di quelli che ti passano accanto.
Uno senza nome, uno senza volto.

Ancora non mi guardi, eppure ti sento vicina.
Sento ancora il tuo soffio che mi sfiora.

Quindi, brutta stronza sulla Smart,
molla quel telefonino di merda,

solleva la testa e guarda lo specchietto,
che è la terza volta che rischi d’ammazzarmi.

Gara di idioti

Belle strisce pedonali ampie. Comincia il primo scooter, poi il secondo, poi una moto… e poi… vince l’idiota piu’ avanti di tutti, che ci si piazza anche con la Smart. Onore al merito di chi ha parcheggiato lo scooter rosso: non ha occupato le strisce e si accolla il rischio che, nello svuotare i cassonetti, venga danneggiato il suo scooter.

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Ancora una volta: perche’ nessuno interviene?

In vista delle prossime elezioni a Roma, suggerisco al futuro sindaco di fare abbondante cassa (e posti di lavoro) mettendo fine una volta per tutte alla mancanza di rispetto che serpeggia per la citta’. E non si dica che non e’ un modo corretto di sistemare i conti del comune! Mi sembra, anzi, un’ottima strategia: rendiamo la citta’ piu’ funzionale, rendiamo scorrevole il traffico, puniamo i maleducati, diamo risorse alla collettivita’.