La rivincita del radicchio


Se c’è una cosa che non mi piace è senz’altro il radicchio: amarognolo e legnoso, trovarlo in mezzo all’insalata mista è spesso una brutta sorpresa. Tra le mani di chi lo sa cucinare, però, può trasformarsi in un ottimo ingrediente e prendersi una meritata rivincita. Mi arrendo al radicchio e alla bravura del cuoco del ristorante Nettuno sul lungomare di Ladispoli, che ci ha servito questi tonnarelli ai gamberi e radicchio davvero inaspettati:

tonnarelli_gamberi_radicchio.jpg

Probabilmente sono stati saltati al vino bianco, inconfondibile l’aroma che accompagnava la pasta. Buona performance anche per i più classici tonnarelli allo scoglio, ben conditi e profumati:

tonnarelli_scoglio.jpg

Alla prossima!

4 pensieri su “La rivincita del radicchio

  1. gerdavax Autore articolo

    Onestamente no 🙁 Ho mangiato diverse volte gnocchi di patate radicchio e gorgonzola, ma troppo spesso il radicchio era cosi’ invadente da coprire il sapore del gorgonzola (o forse era poco il formaggio?). Lello, perche’ non ci racconti come si fa il risotto al radicchio? Grazie!

  2. Lello

    La ricetta classica è questa:
    Risotto al radicchio
    Ingredienti per 4 persone:
    500 g di radicchio rosso di Treviso
    400 g di riso superfino
    70 g di burro
    1 cipolla media
    1 litro e mezzo di brodo
    1 spruzzata di vino bianco secco
    2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva
    una manciata di prezzemolo
    uno spicchio d’aglio
    4 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
    sale
    pepe

    Preparazione:
    Tritare il prezzemolo, lavato ed asciugato, con l’aglio, sbucciato e privato del germoglio. Eliminare alla cipolla la guaina più esterna e affettarla sottilmente. Mondare il radicchio, asportando le foglie esterne sciupate, togliere la scorza alle radici, tagliare i crespi per il lungo e lavarli; scolarli, sgrondarli per togliere il più possibile l’acqua, asciugarli e tagliarli a listarelle sottili. Mettere il radicchio in una padella, irrorarlo con l’olio, salare e pepare; rimescolare e cuocere cinque minuti col coperchio a fuoco moderato. Scoprire la padella e fare stufare finché si sarà consumata tutta l’acqua; versare il vino e lasciarlo sfumare lentamente.
    Nel frattempo portare a ebollizione il brodo e, in una casseruola, fare appassire la cipolla con metà dose di burro. Aggiungere il riso; appena tostato, unire il radicchio e fare insaporire. Mescolare spesso, versare il brodo a mestoli, lasciando assorbire ogni volta. Qualche minuto prima di ultimare la cottura, regolare di sale e pepe e incorporare il trito di prezzemolo e aglio. Quando il riso sarà cotto al dente, mantecarlo con il rimanente burro e con il formaggio grattugiato: deve riuscire piuttosto morbido. Servirlo in piatti caldi, decorando, a piacere, con foglie di radicchio.
    Devo aggiungere soltanto che naturalmente uso la vernaccia al posto del vino bianco secco generico e non uso il burro perchè non mi piace. Al suo posto uso olio extravegine d’oliva produzione propria.
    Devo dire infine che adoro il riso in ogni sua presentazione. Mi piace l’amaro ed è per quello che mi piace il radicchio e non solo. Bevo anche il caffè senza zucchero. Ma a parte il riso, il radicchio è buono pure grigliato sulla brace con olio e sale!
    Saluti e buona Pasqua!
    Antonello

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