L’invadenza del software

Ieri mattina mi trovavo da parenti per il consueto appuntamento con lo scambio di auguri natalizi, seduti su un divano e con la TV distrattamente accesa (ovvero, messa su un canale piu’ o meno a caso in attesa di un telegiornale). Ad un certo punto (senza che nessuno avesse attivato alcun che’ sul telecomando), sulla TV e’ apparso il messaggio che potete vedere qui sotto:

In pieno stile orientale, ho chiesto subito una macchina fotografica per immortalare l’evento. Come si puo’ vedere nell’immagine, il decoder DTT ha arbitrariamente deciso di aggiornare il firmware (senza, dunque, chiedere conferma all’utente prima di procedere all’aggiornamento), bloccando la TV per circa 30 minuti. Addio TG, addio eventuale evento sportivo (se non fosse stato Natale), addio televideo o qualsiasi altra cosa.

Follia!

Il software, per sua natura, dovrebbe essere poco invadente e puo’ essere poco invadente: puo’ aggiornarsi in background (cosa che l’hw non puo’ fare!), puo’ aggiornarsi da solo (cosa che l’hw non puo’ fare), puo’ chiedere all’utente se e quando fare una certa cosa. Quando il software non si comporta in questo modo diventa invadente e fastidioso, perche’ non in grado di sfruttare le sue potenzialita’. Di fronte all’idiozia di questo aggiornamento, comincio a capire le tante persone (specie anziane) che detestano e cercano di sfuggire alle ultime tecnologie: come potremmo spiegare loro il motivo di 30 minuti di blackout forzato della TV non dovuto ad un malfunzionamento ma ad una precisa volonta’ di chi ha progettato/realizzato il sistema? Non e’ possibile spiegarlo se non come una manifestazione di incompetenza e poca cura nei confronti degli utenti. Cioe’ noi. Cioe’ tutti.

C’e’ poco da fare: o si mette al centro dell’esperienza d’uso la persona, oppure avremo sempre e comunque prodotti mediocri.

Dimenticavo: Buon Natale!

4 pensieri su “L’invadenza del software

  1. MrEHQE

    Questo fenomeno non riguarda solo la tecnologia, semplicemente con la tecnologia è più accentuato. Il fenomeno si chiama cattiva progettazione. Se mai avrai tempo e voglia, ti consiglio “la caffetiera del masochista” di D. Norman. Ovviamente, con tutta questa tecnologia il cui ciclo di vita è 6 mesi, nessuno ha voglia di spendere tempo/soldi in usability per oggetti da 20 euro prodotti in cina. Questo è ridicolo. Io penso ci sia spazio per la buona progettazione a metà strada fra le cineserie da pochi euro e le follie da fashion design alla apple.

  2. magomarcelo

    E meno male che l’aggiornamento forzato non ha bloccato i fornelli, altrimenti sarebbe stato l’inizio di un’era di ben giustificato luddismo 😀 auguri, BTW il captcha ricorda la mitica Irina dei Broncoviz a Hollywood Party?

  3. gerdavax Autore articolo

    @Emanuele: il passaggio al DTT non e’ cosi’ male (a parte la pessima qualita’ del segnale in certe zone) e la possibilita’ di avere canali tematici e’ una gran cosa… Anche se, sevo dire, io guardo un’ora di TV all’anno…

    @MrEHQE: conosco quel libro e, dopo i primi sorrisi, va venire tanta amarezza. Sono d’accordo con te: c’e’ spazio per una buona progettazione. Spesso, pero’, per guadagnarselo, i progettisti devono sgomitare non poco.

    @magomarcelo: esatto! 😀

I commenti sono chiusi.