Poesia: sguardi

Sei arrivata all’improvviso nella mia vita,
come un soffio di vento accanto a me.

Ti ho guardata nello specchio, ma hai abbassato lo sguardo
Ti ho cercata dietro ad un vetro, ma non volevi vedermi

Per te ero uno dei tanti, uno di quelli che ti passano accanto.
Uno senza nome, uno senza volto.

Ancora non mi guardi, eppure ti sento vicina.
Sento ancora il tuo soffio che mi sfiora.

Quindi, brutta stronza sulla Smart,
molla quel telefonino di merda,

solleva la testa e guarda lo specchietto,
che è la terza volta che rischi d’ammazzarmi.

Gara di idioti

Belle strisce pedonali ampie. Comincia il primo scooter, poi il secondo, poi una moto… e poi… vince l’idiota piu’ avanti di tutti, che ci si piazza anche con la Smart. Onore al merito di chi ha parcheggiato lo scooter rosso: non ha occupato le strisce e si accolla il rischio che, nello svuotare i cassonetti, venga danneggiato il suo scooter.

vengo_anchio_520

Ancora una volta: perche’ nessuno interviene?

In vista delle prossime elezioni a Roma, suggerisco al futuro sindaco di fare abbondante cassa (e posti di lavoro) mettendo fine una volta per tutte alla mancanza di rispetto che serpeggia per la citta’. E non si dica che non e’ un modo corretto di sistemare i conti del comune! Mi sembra, anzi, un’ottima strategia: rendiamo la citta’ piu’ funzionale, rendiamo scorrevole il traffico, puniamo i maleducati, diamo risorse alla collettivita’.

Strati

Non aggiungero’ commenti a questo post, ma solo la descrizione del panino in foto, partendo dal basso: pane, pomodoro, lattuga, hamburger, bacon rosolato, uovo fritto, pane, cipolla fritta.

strati

Il buon esempio

Ho grandissimo rispetto delle forze dell’ordine, perche’ credo che facciano un lavoro tutt’altro che facile (specie in contesti ad alto tasso di criminalita’).

Pero’ il parcheggio selvaggio sarebbe da evitare, soprattutto per dare il buon esempio e rimarcare che non si fanno sconti a nessuno. Lecito prendersi un buon cappuccino in Autogrill (come ho fatto io), pero’ il divieto di fermata deve essere rispettato.

il_buon_esempio

4 x 2

4 x 2 non fa 8, ma zero in questo caso. Quattro sono i cartelli che indicano un divieto di sosta e due sono le autovetture che li ignorano. Zero e’ il livello di civilta’ che si continua a registrare nelle nostre strade.

4x2

Io proseguo il mio appello: creiamo nuovi posti di lavoro, assumiamo autisti di carriattrezzi per la rimozione immediata di questa autovetture di maleducati. Con le multe elevate (e soprattutto il costo del “riscatto” dell’autovettura) si pagherebbero abbondantemente mezzi e personale. Miglioriamo la vivibilita’ delle strade, diamo lavoro a persone che oggi non ce l’hanno, insegnamo ai cafoni che le regole si rispettano. Niente multe (tanto non le paga nessuno): rimozione forzata e cauzione (salata!) da pagare per riavere l’auto.

Google TV a Codemotion 2013

La stampa dice in continuazione che l’Italia e’ arretrata in quanto a innovazione e fermento nelle nuove tecnologie. Ma mentre giornali, TV e blogger si affannano a piangersi addosso o a celebrare progetti autoreferenzianti, un manipolo di persone che parla poco e fa tanto ha portato l’evento casereccio del JIP Day (era il 2005!) a diventare Java Day prima e Codemotion poi.

C’e’ poco da fare: il Codemotion e’ l’evento italiano piu’ importante dedicato al mondo della programmazione. Tutti gli altri eventi, anche quelli storici, sono ormai vetrine commerciali dove si snocciolano sigle e opportunita’ di business, ma il vero codice, il vero motore che alimenta i prodotti pulsa da un’altra parte. Neppure la crisi puo’ fermare il team del Codemotion. E neppure le Alpi: il Codemotion e’ infatti sbarcato a Madrid (dallo scorso anno) e a Berlino (novita’ del 2013). I numeri parlano chiaro: si e’ passati dai 600 partecipanti del 2006 ai 3700 presenti del 2012, con un’offerta di ben 88 talk.

Quest’anno ci saranno cento interventi e… ci saro’ anch’io (a Roma, ovviamente)! :-) Benche’ al Codemotion mi senta a casa, non nascondo che guardare questi numeri mette un po’ di apprensione, specie durante la preparazione del talk sulla Google TV che ho proposto agli organizzatori. Nel mio intervento parlero’ di come questa piattaforma si inserisce nell’ecosistema Android e di quali sono le potenzialita’ per gli sviluppatori e le aziende. Chi fosse interessato, potra’ seguire il talk il 22 marzo 2013 nella traccia INNOVATE, dalle 11:40 alle 12:20.

See you there!

Attenzione alla configurazione SMS sugli Xperia

Il Natale ha portato in famiglia un Sony Xperia Acro S, un buon terminale Android (schermo 720×1280, NFC, fotocamera 12MPX, ICS e aggiornamento JB imminente, CPU e resto di buon livello) caratterizzato da una poderosa resistenza a polveri e liquidi.

Dopo qualche settimana di utilizzo, la lettura del credito telefonico indica che c’è qualcosa che non va: sembra che l’operatore stia facendo pagare uno sproposito per gli SMS. La cosa è doppiamente inspiegabile, visto che proprio con l’Acro S abbiamo attivato una tariffa con un certo numero di SMS inclusi e che il relativo contatore dica che siamo ben al di sotto della soglia massima.

Dopo aver speso un buon quarto d’ora per capire come parlare con un operatore (eh, non ci sono piu’ i customer care di una volta!), un ragazzo gentile chiede subito: “avete uno smartphone Sony con sistema operativo Android?”. “Ehm… si, perché?”. “Controllate le impostazioni: quei terminali hanno l’opzione per la notifica di ricezione degli SMS attiva come impostazione predefinita”. “Ah, che fortuna, grazie!”. E’ stato sufficiente andare sul pannello di configurazione degli SMS per trovare conferma di quanto anticipato dall’operatore:

xperia_sms

E’ evidente che e’ piuttosto azzardato da parte del manufacturer lasciare questa impostazione predefinita, perche’ e’ certo che qualsiasi utente ci rimettera’ di tasca.

Insomma: l’operatore (giustamente) non ci faceva pagare gli SMS, ma (altrettanto giustamente, sigh!) ci faceva pagare le notifiche di ricezione (che può non apparivano sul display).

Problema risolto, peccato per i soldi sprecati…

Bilancio dopo 5 mesi di scooter

Alcuni mesi fa ho scritto della mia resa di fronte all’inefficienza dei mezzi pubblici della capitale e dell’intenzione di passare ad uno scooter.

Finito il 2012, e’ giunto il momento di fare un po’ di bilanci. Difficile fare delle considerazioni obiettive, ma vorrei comunque condividere le mie personalissime considerazioni su questo cambio, soffermandomi su tre punti principali:

  • Ho risparmiato tra i 45 minuti e l’ora per ogni giorno lavorativo. Moltiplicati per 20 giorni lavorativi al mese, significa aver risparmiato circa 20 ore al mese. Considerata una veglia giornaliera di circa 16 ore, e’ evidente che, per cosi’ dire, ho guadagnato una giornata di vita al mese. Tutto questo con una guida assolutamente prudente, senza slalom pazzi, senza rischiare la pelle (quantomeno per incoscienza mia).
  • Scioperi? Targhe alterne? Mezzi che non arrivano? No, grazie! Viaggio durante gli scioperi, il mio scooter EURO3 puo’ circolare anche nei giorni di blocchi dei mezzi e soprattutto sono sempre puntuale. Quasi sempre 😉
  • Ultimo, ma non ultimo: mi diverto come un matto ad andare in scooter! Mi piace tantissimo, anche quanto sono un po’ lento nel traffico mi rilassa molto guidarlo; quando poi passo in strade poco trafficate, lo trovo molto rilassante. E anche viaggiare d’inverno, se il tempo e’ clemente, e’ un piacere circolare.

mp3

Purtroppo il costo non e’ trascurabile, poiche’ tra mezzo in se’, assicurazione, accessori e abbigliamento sono andati via parecchi soldi. Non posso certo dire di aver fatto un affare. La speranza e’ che, ammortizzati i costi iniziali (scooter e accessori), i costi periodici possano valere il beneficio. Ma se vivere bene ha un valore e se il tempo a nostra disposizione e’ una ricchezza essenziale che scarseggia, allora ben venga risparmiare su qualcos’altro, magari sul superfluo, per vivere meglio.

Prossimo bilancio tra sei mesi.

Occupazione permanente

Buon anno a tutti.

Parlare dell’occupazione impropria di spazi dedicati al parcheggio delle auto di persone con disabilita’ e’ all’ordine del giorno, e non sono in questo povero blog. Se l’atteggiamento di arroganza e mancanza di rispetto nei confronti di persone sfortunate fa arrabbiare nei parcheggi pubblici, dove magari si puo’ pensare che nessuno intervenga perche’ i vigili sono impegnati in altro, lascia senza parole che i proprietari dei centri commerciali non facciano niente perche’ almeno nel loro minuscolo regno vengano rispettati i diritti di tutti.

E invece, i parcheggi per disabili solitamente solo meta preferita per i SUV.

Nei giorni scorsi, durante un po’ di spesucce per le feste natalizie, ho avuto modo di constatare quanto poca sia la cura che chi gestisce i centri commerciali ha per i portatori di disabilita’: in un centro commerciale di provincia ho visto un parcheggio per disabili (ovviamente presente per legge) permanentemente occupato dalla colonna dell’allaccio idrico dei vigili del fuoco.

IMG_20121231_173934

Immagino cosa stiate pensando: occupa poco spazio. Vero. Ma se si vuole che l’allaccio per i vigili del fuoco sia accessibile in caso di incendio, e’ evidente che l’auto parcheggiata dovra’ lasciare un po’ di spazio per consentire di lavorarci. Non solo: se l’auto in questione fosse un piccolo van, come spesso accade, in cui la sedia a rotelle e’ posta nel portellone posteriore, e’ evidente che lo sfortunato parcheggiatore dovra’ occuparsi (o chi per lui) di carico e scarico in mezzo al parcheggio, visto che la sua macchina inevitabilmente sporgera’. Manca poi la banda laterale di salita e discesa; non ultimo, il parcheggio e’ posto proprio a ridosso dell’ingresso, il che sconsiglia di fare manovre azzardate, pena il rischio di essere falciati.

Di due una: o chi parcheggia la’ ignora l’operativita’ dei vigili del fuoco, oppure quel parcheggio e’ un semplice adempimento di legge e non un aiuto concreto a chi ha delle disabilita’. Possibile che nessuno se ne sia accorto ne’ in fase di progettazione ne’ in fase di realizzazione?

Se il rispetto per quelli di noi meno fortunati non passa dalla cosa privata, mai giungera’ a quella pubblica.