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L’invadenza del software

Ieri mattina mi trovavo da parenti per il consueto appuntamento con lo scambio di auguri natalizi, seduti su un divano e con la TV distrattamente accesa (ovvero, messa su un canale piu’ o meno a caso in attesa di un telegiornale). Ad un certo punto (senza che nessuno avesse attivato alcun che’ sul telecomando), sulla TV e’ apparso il messaggio che potete vedere qui sotto:

In pieno stile orientale, ho chiesto subito una macchina fotografica per immortalare l’evento. Come si puo’ vedere nell’immagine, il decoder DTT ha arbitrariamente deciso di aggiornare il firmware (senza, dunque, chiedere conferma all’utente prima di procedere all’aggiornamento), bloccando la TV per circa 30 minuti. Addio TG, addio eventuale evento sportivo (se non fosse stato Natale), addio televideo o qualsiasi altra cosa.

Follia!

Il software, per sua natura, dovrebbe essere poco invadente e puo’ essere poco invadente: puo’ aggiornarsi in background (cosa che l’hw non puo’ fare!), puo’ aggiornarsi da solo (cosa che l’hw non puo’ fare), puo’ chiedere all’utente se e quando fare una certa cosa. Quando il software non si comporta in questo modo diventa invadente e fastidioso, perche’ non in grado di sfruttare le sue potenzialita’. Di fronte all’idiozia di questo aggiornamento, comincio a capire le tante persone (specie anziane) che detestano e cercano di sfuggire alle ultime tecnologie: come potremmo spiegare loro il motivo di 30 minuti di blackout forzato della TV non dovuto ad un malfunzionamento ma ad una precisa volonta’ di chi ha progettato/realizzato il sistema? Non e’ possibile spiegarlo se non come una manifestazione di incompetenza e poca cura nei confronti degli utenti. Cioe’ noi. Cioe’ tutti.

C’e’ poco da fare: o si mette al centro dell’esperienza d’uso la persona, oppure avremo sempre e comunque prodotti mediocri.

Dimenticavo: Buon Natale!

Nasce Android Gears

Da tempo volevo avviare un regolare blogging su Android, per condividere esperienze sullo sviluppo per questo interessante sistema operativo. Alla fine, per un motivo o per un altro, non ci sono riuscito. Scrivere un articolo richiede tempo, che e’ la risorsa che scarseggia di piu’.

Se il blogging non e’ possibile, proviamo con il microblogging, ovvero con Twitter. 140 caratteri, non uno di piu’. In fondo va bene cosi’: condividere conoscenza ed esperienze non deve passare necessariamente per articoli chilometrici. Basta una keyword, un link, una nota. Questo e’ cio’ che gli sviluppatori si scambiano quotidianamente mentre scrivono codice. “Ti ricordi come si fa questo?”, “A te e’ capitato questo errore?”, “Hai letto quell’articolo?”, “Guarda questa classe: puo’ essere utile in tante situazioni”. Ecco, Android Gears vuole essere il mio modo di cinquettare quel che scopro, imparo, sviluppo su Android. Senza presunzione, senza grandi pretese: solo volonta’ di condividere, niente di piu’. Spero possa essere utile a tutti i colleghi e gli appassionati di sviluppo software.

Come “effetto collaterale”, vorrei che la sequenza di tweet costituisse una collezioni di tips da scorrere, come se fosse una guida: rileggendola tra 4 mesi, o magari tra un anno, vorrei che il lettore trovasse comunque informazioni interessanti (ammesso, ovviamente, che le cose non siano cambiate radicalmente su Android), senza informazioni inutili come “e’ stato annunciato il terminale 123 della PQR Corporation”, info utilissima oggi ma inutile fra un mese. Finche’ possibile, dunque, evitero’ dei “tweet di annuncio” (ad esempio, “e’ uscito il firmware XYZ per il terminale ABC), ma meno che non si tratti di cose molto importanti e strettamente legate all’attivita’ di sviluppo (ad esempio, “e’ stato rilasciato l’SDK per Google TV”).

Poiche’ il web non e’ un mare di isole ma di “posti connessi”, qualche tweet conterra’ anche link a risorse per gli sviluppatori. Per lo stesso motivo di cui sopra, evitero’ segnalare link ben noti e scontati, ma segnalero’ quelli piu’ particolari o esoterici (ad esempio, come far funzionare ADB per un certo terminale ribelle).

That’s all, ho scritto fin troppo.

Se volete, potete seguirmi su http://twitter.com/androidgears

Dalle nostre parti…

… le giornate finiscono cosi’:

tramonto

(anticipo i pignoli polemici: la maglietta Java e’ del tutto casuale… almeno al mare dovro’ consumarle tutte le magliette che mi hanno regalato alle conferenze!!!!).

C’e’ un motivo…

… se tante persone desiderano passare le vacanze in Sardegna:

Sardegna (Arborea)

e’ l’isola piu’ bella del mondo e certi profumi li senti solo qui, certi colori li vedi solo qui….

(si, lo so, sono un attimo campanilista…)

Focaccia Saracena

Una sera che volete provare un piatto unico (come sapore e come… organizzazione del pasto, ovvero con un’unica pietanza), vi consiglio di recarvi al ristorante O’Professore (Via Fiume Giallo 80/100, Roma Eur Torrino) e di ordinare la Focaccia Saracena (per una o due persone). Si tratta di una focaccia fatta con l’ottima pasta per pizza del ristorante e farcita con carne di tutti i tipi (diverse salsicce, manzo, maiale, pollo), insalata, pomodoro e patate fritte. Un trionfo.. Consiglio di non prendere antipasto: per finire la focaccia ci vuole un appetito intonso.

Non aggiungo altro, lascio la parola alle foto.

Il mio talk per Better Software 2010…

… e’ ormai pronto e le slide saranno disponibili su Slideshare dal prossimo 6 Maggio. Ecco l’abstract del mio intervento:


Il modello di distribuzione inaugurato dall’iPhone ha riscosso grandissimo successo tra gli utenti ed è stato rapidamente emulato da tutti gli altri produttori di smartphone. L’illusione che bastasse avere un application store per dare successo alla piattaforma e la speranza che bastasse avere un’applicazione qualsiasi sullo store per diventare ricchi ha deluso rispettivamente manufacturer e sviluppatori. Nonostante questo, l’interesse per questo settore è in continua crescita e sempre più utenti si aspettano strumenti potenti, completi e flessibili. Per cogliere le opportunità che questo mercato offrirà nel prossimo biennio è necessario, dunque, abbandonare l’approccio da “corsa all’oro” e rivedere la progettazione e l’offerta delle applicazioni per smartphone con atteggiamento razionale ed equilibrato. Questo intervento si propone di offrire alcuni spunti di riflessione sulle caratteristiche delle application store, sulle tipologie di applicazioni, sulla profonda varietà di utenza che può affacciarsi su questo mercato, soffermandosi principalmente sui fenomeni iPhone e Android.

Se partecipate alla conferenza, passate a salutarmi! 🙂

MSISDN su sito non dell’operatore

Questa sera, mentre navigavo il sito mobile del Corriere della Sera, sono capitato sulla pagina di una sezione a pagamento e, con mia grande sorpresa, la pagina aveva un bel form gia’ compilato con il mio numero di telefono (quello con cui navigavo dal terminale Android). Che l’operatore di telefonia abbia il mio numero di telefono e lo usi sui servizi interni mi sembra cosa abbastanza normale. Che una testata giornalistica abbia la mia posizione (per le notizie georeferenziate) idem (l’ho attivata io sul device). Ma che, malgrado io non compili alcun form di registrazione, la stessa testata giornalistica acquisisca automaticamente il mio numero di telefono mi mette parecchia ansia. Anzi, mi fa arrabbiare. Il Corriere della Sera ha perso un lettore. Peraltro casuale. Forse la compagnia telefonica perdera’ un cliente.